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Tabella Omocodia Codice Fiscale: Lettere al Posto dei Numeri
Quando il codice fiscale di due persone coincide, l'Agenzia delle Entrate assegna una variante modificata sostituendo alcune cifre con lettere specifiche. La corrispondenza tra cifre e lettere segue una tabella fissa, stabilita dal Decreto Ministeriale del 12 marzo 1974 e invariata da allora.
Questa pagina riporta la tabella completa con tutte le corrispondenze, spiega quali posizioni del codice possono essere modificate e fornisce gli strumenti per riconoscere e convertire un codice omocodico.

La Tabella di Sostituzione Omocodia
Ogni cifra da 0 a 9 corrisponde a una lettera specifica. La corrispondenza è biunivoca: ogni cifra ha esattamente una lettera corrispondente, e ogni lettera corrisponde a esattamente una cifra.
| Cifra originale | Lettera sostitutiva |
|---|---|
| 0 | L |
| 1 | M |
| 2 | N |
| 3 | P |
| 4 | Q |
| 5 | R |
| 6 | S |
| 7 | T |
| 8 | U |
| 9 | V |
Per leggere la tabella in direzione inversa, dalla lettera alla cifra, la corrispondenza è: L=0, M=1, N=2, P=3, Q=4, R=5, S=6, T=7, U=8, V=9.
Come Memorizzare la Tabella
Non esiste un mnemonico ufficiale per questa tabella. Le lettere non seguono l'ordine alfabetico completo: vengono saltate A, B, C, D, E, F, G, H, I, J, K. Le lettere usate (L, M, N, P, Q, R, S, T, U, V) sono lettere dell'alfabeto italiano che non compaiono già nelle posizioni del codice fiscale con funzioni fisse (il mese, ad esempio, usa già A, B, C, D, E, H, L, M, P, R, S, T).
Il modo più pratico è usare direttamente la tabella come riferimento quando serve, senza cercare di memorizzarla.
Quali Posizioni del Codice Fiscale Possono Contenere Lettere Omocodia
Non tutte le posizioni del codice fiscale possono essere interessate dalla sostituzione. La sostituzione avviene solo nelle posizioni numeriche, procedendo da destra verso sinistra.
| Posizioni | Dato codificato | Modificabile con omocodia |
|---|---|---|
| 1-3 | Consonanti cognome | No |
| 4-6 | Consonanti nome | No |
| 7-8 | Anno di nascita | Sì, posizioni numeriche |
| 9 | Mese di nascita | No, lettera con regole proprie |
| 10-11 | Giorno e sesso | Sì, posizioni numeriche |
| 12-15 | Codice comune/paese | Sì, posizioni numeriche (livelli 2+) |
| 16 | Carattere di controllo | No, viene ricalcolato |
L'Ordine di Applicazione della Sostituzione
Quando il sistema rileva una collisione tra due codici fiscali, la sostituzione parte dalla cifra più a destra tra quelle numeriche. L'ordine è:
- Posizione 11 (cifra delle unità del giorno di nascita)
- Posizione 10 (cifra delle decine del giorno)
- Posizione 8 (cifra delle unità dell'anno)
- Posizione 7 (cifra delle decine dell'anno)
- Posizione 15 (ultima cifra del codice comune/paese)
- Posizioni 14, 13, 12 (proseguendo verso sinistra)
Nella pratica, la grande maggioranza dei codici omocodici è al primo livello, una sola sostituzione, tipicamente in posizione 11. I casi di secondo livello (due sostituzioni) e terzo livello sono molto rari.

Come Funziona il Ricalcolo del Carattere di Controllo
Ogni volta che viene applicata una sostituzione omocodia, il carattere di controllo in posizione 16 viene ricalcolato. Questo è il motivo per cui due codici che differiscono solo per una lettera in una posizione numerica hanno quasi sempre anche un carattere finale diverso.
Perché il Carattere di Controllo Cambia
Il carattere di controllo viene calcolato applicando un algoritmo a tutte le prime 15 posizioni del codice. Se una di quelle posizioni cambia, anche solo sostituendo una cifra con la sua lettera corrispondente, il risultato dell'algoritmo cambia, e quindi cambia il carattere finale.
Questo ha un'implicazione pratica importante: non si può costruire manualmente un codice omocodico semplicemente sostituendo una cifra con la lettera corrispondente dalla tabella. Bisogna anche ricalcolare il carattere di controllo. Un codice con la lettera giusta ma il carattere finale sbagliato è strutturalmente non valido.
Codici con il Carattere di Controllo Identico
Esiste la possibilità teorica, molto rara, che due varianti omocodiche producano lo stesso carattere di controllo. Questo non invalida nessuno dei due codici: l'unicità è garantita dalle prime 15 posizioni, non dal carattere finale.
Applicazione Pratica: Come Usare la Tabella
Per riconoscere un codice omocodico
Se hai davanti un codice fiscale e vuoi capire se è omocodico, controlla le posizioni 7-8, 10-11 e 12-15. Se in queste posizioni vedi una delle lettere L, M, N, P, Q, R, S, T, U, V, il codice è una variante omocodica.
Esempio: nel codice BNCMRA90T01F205V, la lettera V in posizione 16 è il carattere di controllo, del tutto normale. Ma se invece avessi BNCMRA90T0MF205X, la lettera M in posizione 11 è una sostituzione omocodia (M=1, quindi il giorno codificato è 01).
Per convertire il codice prima della decodifica
Se vuoi decodificare manualmente un codice omocodico, devi prima convertire le lettere nelle cifre corrispondenti usando la tabella, poi procedere con la decodifica standard. Solo dopo la conversione i dati anagrafici vengono letti correttamente. Posizione 11 con lettera M → sostituisci con 1 → leggi il giorno normalmente. Posizione 8 con lettera S → sostituisci con 6 → leggi l'anno normalmente. In alternativa, lo strumento di decodifica per codici omocodici esegue automaticamente questa conversione.
Per Implementare la Validazione in un Sistema
Se stai implementando un sistema che accetta codici fiscali, la tabella ti serve per aggiungere un passaggio di normalizzazione prima della validazione del formato: converti le lettere omocodiche nelle cifre corrispondenti, poi valida il codice convertito. In questo modo il tuo sistema accetterà correttamente sia i codici standard che tutte le varianti omocodiche.
Conclusione
La tabella di sostituzione omocodia (0=L, 1=M, 2=N, 3=P, 4=Q, 5=R, 6=S, 7=T, 8=U, 9=V) è la chiave per capire, riconoscere e gestire correttamente i codici fiscali con lettere nelle posizioni numeriche. Non è una curiosità tecnica: è uno strumento pratico per chiunque debba leggere, validare o decodificare un codice che si discosta dal formato standard.
Per approfondire il meccanismo completo dell'omocodia, quanti casi esistono, quali problemi causa e come risolverli, la guida di riferimento è la pagina dedicata all'omocodia del codice fiscale.

Domande Frequenti
Da dove viene questa tabella?
Dal Decreto Ministeriale del 12 marzo 1974, che stabilisce le regole complete per il calcolo del codice fiscale in Italia. La tabella di sostituzione è rimasta invariata dall'entrata in vigore della normativa.
Perché si usano proprio queste lettere e non altre?
Le lettere L-V sono state scelte perché non compaiono già con funzioni fisse nelle posizioni del codice che possono essere sostituite. Le lettere A, B, C, D, E sono già usate per i mesi (insieme a H, M, P, R, S, T). I, O e altre sono state escluse per evitare confusione visiva con le cifre 1 e 0 su moduli cartacei.
Un codice può avere più di una lettera omocodica?
Sì. In caso di collisioni multiple, le sostituzioni si applicano progressivamente da destra verso sinistra. Un codice di secondo livello ha due lettere omocodia; uno di terzo livello ne ha tre. Ogni sostituzione aggiuntiva richiede un nuovo ricalcolo del carattere di controllo.
La tabella è la stessa per tutti i tipi di codice fiscale italiano?
Sì, per tutti i codici fiscali delle persone fisiche: italiane, stranieri residenti, nati in Italia o all'estero. Le regole di omocodia si applicano allo stesso modo indipendentemente dalla nazionalità o dal luogo di nascita del titolare.
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